INCREMENTANO I PREZZI NEL SETTORE EDILIZIO. ECCO I MATERIALI CHE HANNO SUBITO INCREMENTI SIGNIFICATIVI.

L’incremento dei prezzi nel settore edilizio, è causa di un forte impatto nel settore, e nel sistema economico nazionale. Vediamo quindi quali materiali hanno subito variazioni di prezzo, e a quali sfide le imprese dovranno affacciarsi.

L’aumentare dei prezzi in edilizia ha cambiato il settore nell’arco degli ultimi 5 anni. Diversi elementi come, ad esempio, la richiesta posta dal mercato, l’accessibilità alle materie prime, e le dinamiche mondiali hanno portato alla propensione di incremento dei prezzi.

Questo articolo contempla le variazioni sui prezzi dei materiali edili nel territorio italiano e ciò che comporta per aziende e imprese.

Incremento dei prezzi nel settore edilizio e l’influenza sull’economia italiana

Il divario economico che ha successo alla pandemia, le dinamiche politiche italiane che hanno creato un incremento della richiesta rispetto all’offerta, nonché la crisi legata all’economia e al settore energetico legate al scenario di guerra in Ucraina, hanno portato nel nostro paese e in Europa a un rapido incremento dell’inflazione. L’aumento dei prezzi nel settore edile ha necessariamente visto un’azione decisa da parte del legislatore per limitare le conseguenze negative sui contratti pubblici e in particolare sul lato economico del paese.

Il Decreto MIMS del 04/04/2022 evidenzia i prezzi medi legati ai materiali edili più importanti per il 2020 e le variazioni in percentuale, comparato agli stessi prezzi medi in incremento o decremento superiori all’8% durante l’arco del secondo semestre del 2021.

Ulteriormente, indica i prezzi medi dei materiali edili più importanti per ogni anno a partire dal 2003 fino ad arrivare al 2019, inoltre, mostra le percentuali variate accadute durante il secondo trimestre 2021.  Il Decreto spiega le variazioni sui prezzi dei materiali edili più importanti (54) registrate durante il secondo trimestre 2021 (comparate rispetto alla media del 2020), e quantificate iniziando dalle rilevazioni effettuate da parte dell’Istituto Nazionale di Statistica, dalle Camere di Commercio e infine dai Provveditorati alle Opere Pubbliche.

Si riscontra che tra gli aumenti più consistenti vi è l’acciaio (sopra il 70%), con una varianza parti al 113%, i nastri di acciaio utilizzati per le barriere stradali, con una variazione dell’85,76%, le lamiere in acciaio zincate per lattoneria e acciaio armonico in trefoli, trecce e fili metallici e acciaio per lamiere in acciaio Corten con una variazione pari all’84%. Inoltre, vi sono variazioni sopra al 70%; per la rete elettrosaldata, 71%, per il ferro-acciaio tondo per cemento armato, 72,25%, e per il legname per infissi che vede una variazione del 78,68%, comparato al prezzo medio del 2020.

Sul legname si registra un aumento di prezzi fino a toccare il 78%. Variazioni con una soglia fino al 60% sono evidenziate sulle tubazioni in acciaio nero senza saldatura, 50%, sulle tubazioni in pvc, 58%, sul legname abete sottomisura, 57%, sui fili di rame conduttori, 44%, sul bitume fino al 36%. Inferiori al 20% invece, sono le variazioni legate agli arredi interni come rubinetteria e lavabo, sugli impianti elettrici come interruttori, prese ad incasso.

Acciaio, legno, cemento, piastrelle e ceramica e isolamento: i materiali che hanno registrato variazioni più importanti

Durante l’arco degli ultimi 5 anni, diversi materiali edili, hanno visto variazioni piuttosto importanti sui loro prezzi, solitamente causate da elementi come la richiesta di mercato, l’offerta nelle materie prime, i costi legati alla produzione, e alle dinamiche economiche mondiali.

Ciò nonostante, è importante sottolineare che i prezzi dei materiali edili possono subire variazioni nell’arco degli anni e possono essere influenzati da diversi elementi.

Qui sotto sono elencati alcuni dei materiali che hanno subito maggiori incrementi di prezzo nel nostro paese durante gli ultimi 5 anni.

  1. Acciaio: materiale importantissimo nel settore edile, utilizzato molto spesso per strutture, travi, armature e altri componenti. Durante gli ultimi anni, i prezzi hanno subito un incremento a livello mondiale, solitamente causato dall’aumentare delle richieste, e delle restrizioni commerciali, dei costi legati alle materie prime (come ad esempio per il minerale di ferro) e del sali scendi dei prezzi legati all’energia;
  2. Legno: il legname è un materiale fondamentale per le strutture di legno, per i rivestimenti, per i pavimenti e altri componenti. Durante l’arco degli ultimi anni, i prezzi sono incrementati significativamente per fattori legati anche all’aumento della domanda globale, alla scarsità di materiali causato da incendi boschivi o malattie degli alberi e a causa delle restrizioni commerciali, con un conseguente aumento dei costi del legname con un’influenza significativa sul settore delle costruzioni, in particolare su progetti che richiedono un grande quantitativo di legno;
  3. Cemento: in assoluto, uno dei principali materiali utilizzati nel settore edile. L’incremento dei prezzi è stato influenzato da diversi elementi, tra cui, l’aumento dei costi legati all’energia, i prezzi delle materie prime (come ad es. il clinker), i costi relativi alla produzione e alla domanda di mercato;
  4. Piastre e ceramica: utilizzate quotidianamente per pavimenti, rivestimenti e decorazioni. Negli anni più recenti, i prezzi di piastrelle e ceramica sono incrementati soprattutto a causa dell’aumento dei costi relativi a materie prime, costi energetici e dal fluttuare delle valute;
  5. Isolamento termico: i materiali isolanti, come ad esempio la lana di vetro, di roccia e i pannelli isolanti, hanno assunto un ruolo sempre più importante sul miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici. Negli anni più recenti, i prezzi dei materiali isolanti sono incrementati a causa della costante richiesta di mercato, e dei costi legati alla produzione.

È fondamentale evidenziare, che i prezzi dei materiali, possono subire variazioni anche in base a fattori regionali, nazionali e globali, e che la fluttuazione dei prezzi può essere influenzata da diverse variabili. Le differenze sui prezzi dei materiali, possono quindi generare un impatto importanti sui costi legati a progetti di costruzione, nonché sui redditi delle imprese edili.

Cosa significa l’aumento dei prezzi edilizi per il settore edile? 

L’aumento dei costi di costruzione incide sui ricavi legati a progetti e appalti, costringendo imprese e professionisti del settore edile a pianificare con maggiore attenzione i propri interventi e a gestire con maggiore attenzione i costi.

Appaltatori e subappaltatori hanno visto i loro margini di profitto ridursi a causa dell’aumento dei prezzi dei materiali, rendendoli meno competitivi nel settore edile e limitando la loro capacità di presentare offerte e partecipare ai progetti.

Un altro impatto è causato dall’aumento dei prezzi dei materiali associato all’uso di sostituti o, più semplicemente, all’uso di materiali più economici, che influisce negativamente sulla qualità, sulle prestazioni e sul design dei materiali associati ai progetti di costruzione.

Un altro aspetto da valutare è la rinegoziazione del contratto. L’aumento dei prezzi relativi ai materiali ha richiesto agli operatori del settore di rinegoziare i contratti per accogliere le variazioni dei costi e garantire la sostenibilità finanziaria dei loro progetti.

L’ANCE rileva che le risultanze del Mims devono necessariamente ritenersi meno attendibili se confrontate con i risultati delle attività di verifica e ricerca svolte dalle associazioni degli imprenditori edili.

Pertanto, sulla base dei dati estratti dall’Ance, i risultati di Mims sono ancora affidabili solo per cinque materiali, ma le differenze di prezzo per i restanti 15 materiali sono abbastanza grandi da minacciare la stabilità del mercato.

La delibera n. 7215/2922 del TAR Lazio ha evidenziato anomale oscillazioni dei prezzi, comprese tra lo 0 e oltre il 100% rispetto all’anno precedente. Questa obiezione è stata suggerita da un confronto tra i risultati ritenuti ‘ufficiali’ e quelli ottenuti in analisi commissionate dall’Anse a fornitori nazionali e internazionali di specifica autorità. Una tabella allegata alla denuncia mostra che alcuni degli aumenti di prezzo identificati dal MiMS sono stati sottostimati fino al 50% o più. L’ANCE ha pertanto chiesto l’annullamento del Decreto 11 novembre 2021, che prevedeva la determinazione di una variazione percentuale (in aumento o in diminuzione) superiore all’8% dei prezzi individuali dei principali materiali da costruzione per il secondo semestre 2021. o ulteriori ricerche volte a determinare il tasso effettivo di variazione dei prezzi dei materiali.

Per il signor Ans, il decreto rappresenta un aumento percentuale irragionevole, quindi inferiore all’incremento effettivo registrato nel mercato per 14 dei 56 materiali, e quindi una inadeguata coerenza della metodologia e dei risultati. Il ricorso è stato quindi respinto dal TAR Lazio con la decisione numero 6894/2023. 

Lo studio condotto è stato completato nel pieno rispetto delle linee guida del 14 gennaio 2022, volte a rafforzare e standardizzare le procedure per la determinazione della variazione proporzionale dei materiali da costruzione primari. Queste linee guida coprono l’intero processo, dall’acquisizione delle informazioni di base alla fase di validazione e aggregazione dei dati. Istat e Unioncamere hanno confermato in una riunione del Comitato consultivo centrale per lo studio dei costi dei materiali da costruzione che la metodologia utilizzata per stimare il tasso di volatilità è approfondita, attenta e conforme alle linee guida MIMS. Inoltre, un ulteriore lavoro di ricerca ha riaffermato la solidità e l’affidabilità della metodologia utilizzata nello studio dei prezzi. In sintesi, l’aumento dei prezzi dei materiali da costruzione negli ultimi cinque anni ha avuto un impatto significativo sul settore delle costruzioni, influenzando le decisioni relative a costi, redditività, progettazione e utilizzo dei materiali.

Pertanto, è molto importante che le aziende leader e le aziende del settore adottino strategie per controllare i costi e ridurre l’impatto finanziario.

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