COSTRUIRE IL FUTURO, LA SOSTENIBILITÀ NELL’EDILIZIA PASSA PER L’INDUSTRIALIZZAZIONE OFF-SITE

Nell’Auditorium Gaber di Palazzo Pirelli, a Milano, si è svolto un convegno dal titolo “Costruiamo il futuro: dalla costruzione tradizionale all’edilizia prefabbricata“. Durante l’evento, promosso da un consorzio composto da sette aziende (Tecnostrutture, Gualini, Harpaceas, Impresa Percassi, Pichler, Rubner, Brioschi Sviluppo Immobiliare), è stata enfatizzata l’importanza e i benefici dell’utilizzo dell’edilizia prefabbricata, che consente di ottimizzare le risorse, preservare l’ambiente e rispettare gli standard di sostenibilità. Questo approccio riduce i tempi di costruzione, garantisce stabilità nei costi e mantiene elevati standard di sicurezza per il personale.

L’edilizia “delocalizzata” può quindi permettere di ovviare alle storiche problematiche del settore in Italia (scarsità di manodopera specializzata, edifici troppo vecchi, tempi di realizzazione troppo lunghi e incertezza nei prezzi).

La tematica è stata discussa durante il convegno, soffermandosi su dei casi in particolare come: il grattacielo 262 sulle 5th Avenue a New York (Gualini), il Campus Internazionale di Milano (Pichler), l’edificio in legno più alto della Germania (Rubner), il Nuovo Villaggio Olimpico di Milano (Tecnostrutture) che verrà inaugurato il 12 Febbraio 2024.

L’incremento costante dell’attenzione per l’ambiente seguendo i criteri ESG, la digitalizzazione e la diffusione della tecnologia BIM, sono considerati attualmente come elementi favorevoli per una più vasta diffusione dell’industrializzazione off-site, anche in base alla Direttiva Europea Case Green, che afferma in base all’accordo del 15 Gennaio 2024, la costruzione di nuovi edifici a emissioni zero tra il 2030 e il 2035, per portare il comparto edile ad essere climaticamente “neutro” per il 2050.

Inoltre con il Piano Casa 2025 che il ministero sta attualmente definendo, si riporta l’attenzione sul riordino e semplificazione delle normative, e inoltre sulla individuazione di nuovi modelli sperimentali.

Franco Daniele, presidente di Tecnostrutture, afferma: “Riteniamo che oramai l’industrializzazione off-site sia l’unica strada da percorrere per ridurre l’impatto ambientale nelle nostre città. Si tratta di una via reale verso la sostenibilità di tutto il settore edile, che non riguarda solo le nuove costruzioni ma anche le riqualificazioni e riconversioni di aree dismesse e vetuste”.

Eugenio Kannes, CEO di Brioschi Sviluppo Immobiliare, riflette sul fatto che nonostante l’avanzamento tecnologico nell’edilizia off-site, che ha radici nel secondo dopoguerra, non si è ancora vista una diffusione adeguata rispetto ai suoi benefici rispetto alla costruzione tradizionale on-site. Tuttavia, identifica una serie di fattori che potrebbero finalmente spingere verso un maggiore utilizzo dell’edilizia prefabbricata. Questi includono la digitalizzazione del settore, in particolare l’adozione diffusa del Building Information Modeling (BIM), un maggiore interesse per le questioni ambientali e per i criteri ESG (Ambientali, Sociali e di Governance), la crescente carenza di manodopera specializzata e l’incremento dei costi di costruzione, che dall’inizio del 2019 sono aumentati del 30%, influenzati anche dalla pandemia e da guerre. Questi fattori combinati stanno spingendo l’industria verso la ricerca di soluzioni alternative rispetto ai metodi tradizionali.

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