CRESCONO LE CASE INTELLIGENTI, GRAZIE ALL’INNOVAZIONE DI DOMOTICA E IA SUL RISPARMIO ENERGETICO

Side View Man Touching Floating Screen (2)

Videocamere, serrature e lavatrici intelligenti, apparecchi e algoritmi atti a monitorare i consumi energetici delle nostre case. Il fenomeno della domotica in Italia è in forte crescita, grazie all’integrazione dell’intelligenza artificiale.

Il mercato lo scorso anno ha raggiunto l’importante quota di 810 milioni di euro, vedendo un incremento del 5% rispetto al 2022. Tuttavia, la vendita di apparecchiature intelligenti per il risparmio energetico vede un rallentamento a causa della riduzione degli incentivi messi a disposizione dallo stato.

A descrivere il panorama del settore, una ricerca effettuata dall’Osservatorio Internet of Things della Scuola di Management del Politecnico di Milano. Gli elementi trainanti del comparto sicurezza come videocamere, sensori per porte e finestre, e serrature connesse raggiungono quota 195 milioni di euro (24%) e un tasso di incremento maggiore nel 2022.

Inoltre crescono decisamente anche le offerte che integrano l’intelligenza artificiale, in grado di rilevare possibili intrusioni, problematiche di sicurezza, violazioni, diventando così protettore delle case. In seconda posizione si classificano gli elettrodomestici intelligenti, raggiugendo quota 151 milioni di euro (19%) con una crescita dell’8%.

Al terzo posto grazie alle vendite, si collocano i sistemi per il riscaldamento e climatizzazione intelligenti, con 148 milioni di euro, occupando il 18% del mercato, calando al 5% annuo a causa della riduzione degli incentivi messi a disposizione dallo stato.

Malgrado l’ultimo punto, conservano un peso importante, i prodotti che offrono una soluzione verso il risparmio di energia come caldaie, pompe di calore, termostati, valvole termostatiche e condizionatori connessi. Anche in questo comparto troviamo in costante crescita l’impiego di algoritmi di intelligenza artificiale. Un esempio, è rappresentato dalle lavatrici che dosano autonomamente la quantità di detersivo necessario in base al carico, o degli elettrodomestici in grado di riconoscere un guasto inviando le informazioni per la risoluzione e riparazione.

La ricerca afferma che il 17% dei consumatori, associa la casa intelligente alla gestione dei consumi della stessa, il 24% sostiene che il servizio di forte interesse per il prossimo futuro, l’analisi immediata dei consumi legati all’energia.

Al quarto posto, gli speaker e gli altoparlanti intelligenti, che vedono comunque un rallentamento del 5%, seguendo il trend globale, a causa della saturazione del mercato.

In base a quanto rilevato dall’Osservatorio con Bva Doxa, il 59% dei consumatori, afferma di possedere almeno un dispositivo intelligente presso la propria abitazione, il 70% si reputa soddisfatto di quanto acquistato, tuttavia, solo un piccolo numero di utenti dichiara di aver connesso i loro dispositivi (38%).

Le app sono le principali interfacce tra utenti e dispositivi intelligenti, malgrado ciò, è ancora molto il lavoro da portare a termine per l’integrazione dell’intelligenza artificiale, afferma Angela Tumino, Direttrice dell’Osservatorio Internet of Things.

Osservando le abitudini dei consumatori e alle loro aspettative per il futuro, rimane comunque la volontà di essere in grado di connettere diversi dispositivi al fine di gestire il tutto in modo flessibile e comodo e soprattutto in totale autonomia (32%), conservando comunque una certa dose di attenzione verso la sicurezza interna della propria abitazione (30%), e del totale controllo dei consumi energetici della stessa (24%).

 

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