12 mar 2026
Il mercato italiano dei servizi tecnici di ingegneria e architettura mostra segnali di movimento all’inizio del 2026, ma la ripresa appare ancora fragile e lontana dai livelli registrati negli anni di forte espansione legati agli investimenti del PNRR.
Secondo i dati dell’Osservatorio OICE/Informatel, nel mese di febbraio la domanda torna a crescere dopo il rallentamento di gennaio, ma il quadro complessivo del primo bimestre resta debole e riporta il settore su volumi paragonabili a quelli del 2019.
Nel mese di febbraio 2026 il valore complessivo dei servizi tecnici ha raggiunto 132,5 milioni di euro. Di questi, 106,3 milioni riguardano gare per servizi di ingegneria e architettura, mentre 26,2 milioni sono relativi alla progettazione esecutiva inclusa negli appalti integrati.
Il dato segna un forte recupero rispetto a gennaio, con una crescita del +104,8%, ma non basta a compensare il rallentamento registrato a inizio anno.
Nel complesso, tra gennaio e febbraio il mercato si ferma infatti a 197,2 milioni di euro, con un calo del 29,9% rispetto allo stesso periodo del 2025 e livelli sostanzialmente in linea con quelli registrati nel 2019, prima della spinta degli investimenti straordinari degli ultimi anni.
A sostenere la ripresa di febbraio è soprattutto il comparto degli appalti integrati, che continua a rappresentare uno dei principali motori del mercato.
Nel solo mese di febbraio sono stati rilevati 79 bandi, per un valore dei lavori superiore a un miliardo di euro e un importo stimato per la progettazione pari a 26,2 milioni.
Nel primo bimestre 2026 il valore dei servizi di progettazione inclusi negli appalti integrati raggiunge così 37,9 milioni di euro, registrando una crescita del 419,6% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Anche le gare dedicate alla sola progettazione mostrano un andamento positivo: a febbraio crescono del 230,9% rispetto a gennaio e raggiungono 58 milioni di euro nel bimestre, con un incremento del 55,5% su base annua.
Tuttavia, la ripresa appare concentrata su pochi affidamenti di grande dimensione e non rappresenta ancora una ripartenza diffusa del mercato.
Dal punto di vista settoriale, le opere edili continuano a rappresentare il comparto più rilevante, con 96 gare e 43,2 milioni di euro nel primo bimestre.
Seguono:
Il comparto sanitario è stato sostenuto da alcuni interventi di particolare rilievo, tra cui la progettazione del nuovo ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, del valore di 12,7 milioni di euro, oltre a lavori sugli ospedali San Paolo e Niguarda di Milano e alla riqualificazione del San Giacomo di Roma.
Più contenuta invece la dinamica dell’edilizia scolastica, che cresce del 6,9% in valore, arrivando a 11,1 milioni di euro, ma registra un calo del 22,5% nel numero delle gare, segno di un mercato sempre più concentrato su interventi di maggiore dimensione.
Dal punto di vista territoriale, la Lombardia si conferma la regione più attiva, con 47 gare nel primo bimestre e un valore complessivo di 28,8 milioni di euro.
Seguono Campania, Lazio e Liguria per importo totale degli affidamenti, mentre Sicilia e Veneto si distinguono per numero di procedure.
Considerando le macro-aree del Paese, il Nord-Ovest guida la classifica sia per numero sia per valore delle gare, con 80 procedure e 51,2 milioni di euro.
Il Meridione è la seconda area per numero di bandi, mentre il Centro Italia si colloca al secondo posto per valore economico complessivo.
Tra le stazioni appaltanti, i Comuni risultano i soggetti più attivi per numero di procedure, con 108 gare nel bimestre, mentre per valore prevalgono concessionarie e soggetti privati sovvenzionati, che concentrano 82,2 milioni di euro.
Analizzando il dato cumulato del primo bimestre emerge un quadro più critico.
Il valore complessivo dei servizi tecnici – pari a 197,2 milioni di euro – rappresenta uno dei livelli più bassi registrati nell’ultimo decennio.
Rispetto al 2025 il calo è del 29,9%, mentre il confronto con il 2019 conferma il ritorno ai volumi precedenti alla stagione degli investimenti straordinari.
Tra i segnali più evidenti di questa fase c’è il forte ridimensionamento degli accordi quadro, che nel bimestre scendono dell’85,5% rispetto allo stesso periodo del 2025, passando da 199 milioni a 28,8 milioni di euro.
Nel solo mese di febbraio sono stati registrati 14 accordi quadro, pari al 9,8% del numero totale delle gare e al 17,4% del valore complessivo, per un importo di 18,5 milioni di euro.
Uno dei pochi comparti in crescita è quello del Partenariato Pubblico-Privato (PPP).
A tutto febbraio 2026 il valore complessivo degli interventi in PPP raggiunge 2,3 miliardi di euro, con una crescita del 382% rispetto allo stesso periodo del 2025.
A trainare il mercato sono soprattutto le gare su proposta del promotore, che nel bimestre salgono a 97, con un incremento del 340,9% nel numero delle procedure e del 376,1% nel valore.
In aumento anche gli avvisi per la ricerca di promotori e le concessioni di costruzione e gestione.
Nonostante questa dinamica positiva, il PPP non riesce ancora a compensare la debolezza del mercato tradizionale dei servizi tecnici.
Anche osservando il mercato europeo emergono segnali contrastanti.
Nel mese di febbraio l’Italia ha pubblicato 69 bandi sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea, con un aumento del 72,5% rispetto a gennaio e del 19% rispetto a febbraio 2025.
Nel primo bimestre le gare sopra soglia UE sono 109, ma l’incremento del numero delle procedure non si traduce in un aumento del valore economico.
Il valore complessivo dei bandi sopra soglia scende infatti del 50,1%, fermandosi a 129,5 milioni di euro.
Il risultato è un mercato più attivo dal punto di vista quantitativo ma caratterizzato da affidamenti mediamente più piccoli.
Commentando i dati, il presidente di OICE Giorgio Lupoi ha sottolineato la necessità di intervenire sul sistema tariffario dei servizi tecnici.
Secondo l’associazione, i parametri attualmente utilizzati sono fermi da circa dieci anni e non riflettono più il livello di complessità e responsabilità richiesto oggi alle prestazioni professionali.
OICE chiede inoltre di introdurre l’anticipazione obbligatoria dei compensi anche per i servizi tecnici, analogamente a quanto già avviene per i lavori pubblici, e di rafforzare le condizioni di trasparenza e concorrenza nel mercato per garantire la sostenibilità economica delle attività professionali.
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