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Decreto Salva Milano: Origine, Contenuti e Ultimi Sviluppi tra Cantieri Bloccati e Polemiche

Decreto Salva Milano: Origine, Contenuti e Ultimi Sviluppi tra Cantieri Bloccati e Polemiche

13 mar 2025

Il "Decreto Salva Milano" è un disegno di legge nato con l'obiettivo di sbloccare oltre 150 cantieri nel capoluogo lombardo, fermati dalla Procura di Milano per presunti abusi edilizi. Approvato dalla Camera dei Deputati il 21 novembre 2024 con 172 voti favorevoli e 41 contrari, il provvedimento mira a semplificare gli interventi urbanistici, consentendo la demolizione e ricostruzione tramite una semplice Segnalazione Certificata di Inizio Attività (Scia), senza la necessità di piani attuativi comunali. 

Origine del Decreto

La necessità del "Salva Milano" è emersa a seguito del blocco di numerosi cantieri a Milano, dovuto a interpretazioni restrittive delle normative urbanistiche vigenti. Molti interventi di demolizione e ricostruzione erano stati classificati come "ristrutturazioni edilizie" anziché "nuove costruzioni", permettendo l'uso della Scia senza l'approvazione di un piano attuativo. Questa prassi ha portato la magistratura a intervenire, contestando presunti abusi edilizi e bloccando i cantieri. Il decreto intende fornire un'interpretazione autentica delle norme urbanistiche per garantire certezza giuridica agli operatori del settore e sbloccare i progetti fermi. 

Contenuti del Decreto

Il disegno di legge prevede:

  • Ampliamento del concetto di ristrutturazione edilizia: includendo interventi che modificano integralmente sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche volumetriche degli edifici preesistenti, purché realizzati all'interno dello stesso lotto.
  • Regime transitorio per la sanatoria: considerando conformi alla disciplina urbanistica gli interventi su immobili situati in zone già edificate e urbanizzate, anche se realizzati senza un piano attuativo.
  • Criteri per la conformità urbanistica: gli edifici realizzati devono rispettare parametri come l'adeguatezza delle infrastrutture territoriali alle norme urbanistiche regionali e la distanza minima di 10 metri tra edifici frontisti, con possibili deroghe in caso di piani attuativi approvati. 

Sviluppi Recenti

Alla vigilia dell'esame in Senato del disegno di legge, il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Milano ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti dell'architetto Giovanni Oggioni, ex vice presidente della Commissione per il Paesaggio del Comune di Milano, per reati di corruzione, falso e depistaggio. Le indagini hanno rivelato l'esistenza di un "sistema" volto a favorire il rilascio di titoli edilizi illeciti e a realizzare operazioni immobiliari speculative. 

In seguito a questi sviluppi, il Comune di Milano ha deciso di ritirare il proprio sostegno al decreto, valutando la possibilità di costituirsi parte civile nel procedimento giudiziario. Il sindaco Beppe Sala ha dichiarato che i nuovi elementi emersi inducono a non sostenere più la necessità di proseguire nell'iter di approvazione della proposta di legge. 

Critiche e Controversie

Il decreto ha suscitato diverse critiche. Alcuni lo hanno definito una "sanatoria mascherata" che favorisce i grandi speculatori immobiliari a scapito di una pianificazione urbanistica sostenibile. Altri temono che possa compromettere gli standard urbanistici ed ambientali, favorendo interessi privati a scapito del bene pubblico. Inoltre, l'accelerazione dei processi edilizi potrebbe non tenere conto dell'impatto su infrastrutture locali, come trasporti, scuole e servizi sanitari, che potrebbero essere sovraccaricati in assenza di un'adeguata pianificazione.

Situazione Attuale

Al 13 marzo 2025, il provvedimento è in una fase di stallo. Il ritiro del sostegno da parte del Comune di Milano e le vicende giudiziarie in corso hanno rallentato l'iter legislativo. Il futuro del provvedimento è incerto, con la possibilità che venga modificato o accantonato nel suo percorso parlamentare.

Il "Decreto Salva Milano" rappresenta un tentativo di risolvere le problematiche legate al blocco dei cantieri nel capoluogo lombardo, ma le recenti vicende giudiziarie e le critiche sollevate ne hanno complicato l'approvazione e l'attuazione.

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