23 feb 2026
Il Decreto Milleproroghe amplia ancora i margini temporali per l’avvio e la conclusione degli interventi edilizi. Con un emendamento approvato in Commissione alla Camera nell’ambito della conversione del DL 200/2025, il differimento complessivo dei termini arriva ora fino a 48 mesi, coinvolgendo permessi di costruire, SCIA, autorizzazioni paesaggistiche, atti ambientali e strumenti urbanistici attuativi formatisi entro il 31 dicembre 2025.
Si tratta di un intervento che incide in modo diretto sulla programmazione dei cantieri già autorizzati o in corso di attuazione e che amplia la platea dei beneficiari rispetto alle proroghe precedenti. La misura si inserisce nel solco delle estensioni introdotte negli ultimi anni per fronteggiare l’aumento dei costi dei materiali, le difficoltà nella filiera delle forniture e i rallentamenti operativi che hanno inciso sulla capacità di rispettare le scadenze originarie dei titoli edilizi.
La disciplina delle proroghe nasce nel 2022 con le prime misure adottate in un contesto di emergenza economica e tensione sui prezzi delle materie prime. Il Decreto “Ucraina” aveva introdotto un primo differimento per evitare la decadenza dei titoli edilizi in un momento caratterizzato da rincari straordinari e difficoltà nei cantieri.
Negli anni successivi il termine è stato progressivamente esteso: prima a 24 mesi, poi a 30 e successivamente a 36 mesi per i titoli formatisi entro il 2024. Con il nuovo intervento del Milleproroghe 2026 il differimento arriva a 48 mesi e il limite temporale dei titoli interessati viene spostato al 31 dicembre 2025, ampliando sensibilmente l’ambito applicativo della norma.
Per i permessi di costruire rilasciati o formatisi entro la fine del 2025, i termini di inizio e ultimazione dei lavori possono quindi essere prorogati fino a un massimo complessivo di quattro anni. La proroga, tuttavia, non opera in modo automatico: è necessario che l’interessato comunichi la volontà di avvalersene prima della scadenza originaria del titolo.
Resta inoltre una condizione fondamentale: il titolo non deve risultare in contrasto con eventuali nuovi strumenti urbanistici sopravvenuti o con piani e provvedimenti di tutela dei beni culturali e paesaggistici approvati successivamente. La verifica preventiva della compatibilità urbanistica diventa quindi un passaggio centrale per evitare contenziosi o decadenze.
La proroga non riguarda soltanto i permessi di costruire. L’estensione a 48 mesi si applica anche alle Segnalazioni certificate di inizio attività (SCIA) e ai provvedimenti paesaggistici rilasciati ai sensi della normativa di tutela. Più in generale, sono interessate anche le dichiarazioni e autorizzazioni ambientali previste dalla legislazione di settore.
La norma si applica sia ai titoli originari sia a quelli che avevano già beneficiato di precedenti proroghe, comprese quelle concesse per cause sopravvenute non imputabili al titolare o in attuazione delle misure emergenziali adottate durante la pandemia.
L’intervento del Milleproroghe coinvolge anche gli strumenti urbanistici attuativi. Viene differito di 48 mesi il termine di validità delle convenzioni di lottizzazione, così come i termini di inizio e fine lavori in esse previsti e quelli relativi ai piani attuativi e agli atti propedeutici collegati.
Anche in questo caso, la proroga si applica agli atti formatisi entro il 31 dicembre 2025 ed è subordinata alla compatibilità con eventuali vincoli paesaggistici o culturali intervenuti successivamente.
Dal punto di vista operativo, la misura riduce in modo significativo il rischio di decadenza dei titoli edilizi e consente di evitare la presentazione di nuove istanze per interventi già autorizzati. Questo comporta un alleggerimento del carico amministrativo per gli uffici tecnici comunali e introduce una maggiore flessibilità nella gestione dei tempi di cantiere per professionisti, imprese e operatori immobiliari.
La proroga non modifica in modo strutturale la disciplina ordinaria dei termini prevista dal Testo Unico dell’Edilizia, trattandosi di una disposizione temporanea, ma l’impatto sulla pianificazione degli interventi sarà concreto nei prossimi anni, soprattutto per opere complesse o soggette a criticità operative.

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