16 feb 2026
In Italia esiste un patrimonio immobiliare silenzioso e sottoutilizzato che, secondo le stime ISTAT, oscilla tra 9,6 e 10 milioni di abitazioni vuote. Si tratta di circa il 27–30% dell’intero stock residenziale nazionale: un dato che fotografa non solo un fenomeno sociale, ma anche un’enorme riserva economica immobilizzata.
Questo patrimonio rappresenta miliardi di euro di valore inattivo. Per molti proprietari le abitazioni inutilizzate costituiscono un costo (tra IMU, manutenzione, spese condominiali e tasse) ma potrebbero trasformarsi in un’opportunità concreta attraverso interventi di riqualificazione energetica.
È questa la conclusione a cui arriva l’analisi sviluppata da MCE Lab, piattaforma promossa da Mostra Convegno Expocomfort, in collaborazione con ENEA, che ha elaborato uno studio costi-benefici sugli immobili non occupati.
Gran parte delle case oggi inutilizzate è stata costruita prima del 1980, in un’epoca in cui l’efficienza energetica non rappresentava un parametro progettuale prioritario.
Nonostante i miglioramenti registrati negli ultimi anni, con gli edifici in classe A passati dal 7,8% all’11,3% tra il 2018 e il 2023, circa il 70% del patrimonio immobiliare italiano resta collocato nelle tre peggiori classi energetiche.
Questo dato non ha solo un impatto ambientale, ma incide direttamente sul valore economico dell’immobile. Le abitazioni inefficienti:
Il mercato immobiliare italiano negli ultimi dieci anni ha mostrato una crescente sensibilità verso gli edifici ad alta prestazione energetica.
Un’analisi della Community Smart Building di TEHA Group evidenzia che il valore medio degli immobili ristrutturati raggiunge 2.316 euro/m², contro i 1.290 euro/m² degli immobili da ristrutturare. Una differenza pari a circa l’80%. La riqualificazione energetica non rappresenta dunque solo un intervento tecnico, ma una vera leva patrimoniale.
Secondo lo studio MCE Lab – ENEA, gli incrementi di valore possono arrivare fino al 45%, con effetti tangibili anche sui canoni di locazione.
Le stime ENEA, basate sui dati Ecobonus, forniscono un quadro dettagliato dei costi medi degli interventi più frequenti:
Questi interventi possono portare a una riduzione dei consumi energetici superiore al 50%, con un duplice beneficio: abbattimento delle bollette e incremento del valore immobiliare.
L’accesso agli interventi è facilitato da strumenti fiscali ancora attivi:
Le agevolazioni possono coprire fino al 50% delle spese sostenute, riducendo significativamente il tempo di ritorno dell’investimento.
La Direttiva UE 2024/1275 impone agli Stati membri una traiettoria vincolante di riduzione dei consumi:
La riqualificazione delle case vuote diventa quindi non solo una scelta economica, ma anche strategica rispetto agli obblighi futuri.
Classe G: circa 4.000 €/m²
Dopo riqualificazione (Classe B): fino a 5.800 €/m² (+45%)
Canone locazione: +22%
Classe G: circa 3.200 €/m²
Dopo riqualificazione: circa 4.200 €/m² (+31%)
Affitto turistico alta stagione: +40%
Classe G: circa 5.500 €/m²
Dopo riqualificazione: circa 8.000 €/m² (+45%)
Affitto settimanale: +40%
Dai dati emerge un quadro chiaro:
Il patrimonio immobiliare inutilizzato può trasformarsi da passività a leva economica, contribuendo al tempo stesso agli obiettivi climatici europei.
12 feb 2026
02 mar 2026

02 feb 2026