05 feb 2026
Pubblicata la modulistica per finanziare interventi su edifici pubblici, infrastrutture stradali ed elisuperfici nei Comuni in zona sismica 1 e 2
Entra nella fase operativa il Bando Aree Interne per la prevenzione del rischio sismico, che mette a disposizione 200 milioni di euro per interventi su edifici pubblici e infrastrutture strategiche localizzati nei territori più fragili del Paese.
I Dipartimenti Casa Italia e Politiche di coesione e per il Sud hanno infatti pubblicato i modelli ufficiali di domanda, suddivisi per tipologia di intervento, consentendo agli enti territoriali di avviare la candidatura dei progetti. La misura si rivolge ai Comuni delle Aree Interne classificati come intermedi, periferici e ultraperiferici, ricadenti in zona sismica 1 e 2, per un totale di 1.833 enti interessati.
Il bando nasce con l’obiettivo di rafforzare la resilienza sismica in contesti caratterizzati da carenze infrastrutturali e difficoltà di accesso ai servizi essenziali, dove un evento tellurico può avere conseguenze particolarmente gravi.
L’impianto della misura è coerente con il Piano Nazionale Strategico per le Aree Interne, che individua nella sicurezza di scuole, presidi sanitari, viabilità e infrastrutture di emergenza uno degli elementi chiave per garantire continuità dei servizi e tutela delle comunità locali.
Possono presentare domanda Regioni, Comuni, Province, Città metropolitane, Unioni di Comuni e Comunità montane, ciascuno con un massimo di una candidatura per categoria di intervento.
Le risorse finanziano interventi di miglioramento, adeguamento o rafforzamento sismico – e, per gli edifici, anche demolizione e ricostruzione se economicamente più conveniente – articolati in tre linee:
Sono ammissibili esclusivamente beni di titolarità pubblica, anche se attualmente non utilizzati, mentre restano esclusi immobili privi di titolo edilizio o localizzati in aree con vincoli di inedificabilità assoluta.
La dotazione complessiva di 200 milioni di euro è così ripartita:
Le candidature devono essere trasmesse tramite piattaforma informatica dedicata, utilizzando la modulistica ufficiale ora disponibile. Le istanze incomplete, incoerenti o presentate da soggetti non ammessi saranno automaticamente escluse.
Il termine ultimo per l’invio delle domande è fissato al 4 giugno 2026, mentre ulteriori indicazioni operative sulle modalità di presentazione saranno pubblicate entro il 5 maggio 2026 sui siti istituzionali dei Dipartimenti competenti.
Sono previste tre graduatorie distinte, una per ciascuna categoria, con un punteggio massimo di 100 punti.
Per gli edifici pubblici, incidono fattori come la zona sismica, il livello di vulnerabilità, la funzione svolta (scuola, sanità, uffici), la vetustà e la localizzazione territoriale. Il possesso del progetto esecutivo rappresenta un elemento premiante.
Per le opere stradali, assumono particolare rilevanza la funzione strategica nei percorsi di emergenza, il grado di rischio strutturale e gli indicatori di perifericità.
In caso di parità di punteggio, viene data priorità agli interventi in zona sismica 1; eventuali risorse non utilizzate in una graduatoria possono essere riallocate sull’altra.
Il cronoprogramma prevede:
Il contributo viene erogato per stati di avanzamento, con quote progressive fino al saldo finale, e sono previste penalità e revoche in caso di ritardi o inadempienze.
Per favorire la partecipazione dei Comuni più piccoli, il bando consente l’attivazione di servizi di assistenza tecnica e supporto alla committenza, riducendo il carico amministrativo e accelerando l’iter di presentazione e realizzazione dei progetti.
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